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Edgardo Donato, note bibliografiche

Note a cura di Roberto Romano e Roberto Mazzi

el adios

intervento presentato durante Las noches de los Maestros al Teatro dell'Affratellamento

Edgardo Felipe Valerio Donato
(San Cristobal - Buenos Aires,14 aprile 1897-Buenos Aires, 15 febbraio 1963)
violinista compositore e direttore d'orchestra argentino

Genitori italiani, 8 fratelli fra cui Ascanio e Osvaldo che in seguito faranno parte delle sue orchestre.
Il padre Ernesto Donato musicista dilettante (mandolino, violoncello) e direttore di un orchestra da camera, nel 1900 trasferì la famiglia a Montevideo.
Edgardo comincia i suoi studi musicali al conservatorio Franz List di Montevideo sotto la guida severa del padre, di tango neanche a parlarne, appena può entra nell'orchestra del bandoneonista argentino nero, José Quevedo con al piano il grande Enrique Delfino.
In seguito suona con Carlitos Warren prima orchestra dedicata al jazz in Uruguay, con il geniale Arolas, con artisti italiani, brasiliani, russi, nei cinema, negli hotel, nei cabaret.
Nel 1922 compone il tango "Julian" dedicato al maestro Julian Gonzàlez e interpretato straordinariamente tra gli altri da Rosita Quiroga.

Nel 1924 durante un viaggio in treno, compose il tango che gli diede maggiore fama: uno dei tanghi più conosciuti al mondo, su testo di Carlos Cesar Lenzi, " A Media Luz ". I migliori direttori e cantanti lo eseguirono: primo fra tutti, Carlos Gardel nel 1926. Negli stessi anni debutto in radio come pianista.
Sono anni di successi con l'orchestra, "Tipica criolla Donato-Zerrillo, los 9 ases del tango", sciolta poi nel 1930, prova a costruirne una tutta sua con la quale comincerà a registrare dischi con la casa Brunswick.
Partecipa con la sua nuova orchestra "E. Donato y su formidable Tìpica criolla" al film "Tango" del 1933, primo film interamente sonoro in Argentina. Passa alla casa discografica Odeon e scrive musica per vari film, Los tres berrettines, Riachuelo, Picaflor. Appare in radio, e si esibisce nei club, cabaret, teatri più esclusivi di Buenos Aires. Nella sua orchestra cantarono famose voci come Antonio Maida, Hugo del Carril, Horacio Lagos, Lita Morales l'uruguiano Romeo Gavioli (Gavio), e Maria de la Fuente.
Con la sua seconda orchestra andò avanti fino al 1945.
Negli ultimi anni di carriera riformò un nuovo gruppo, "Los Caballeros del recuerdo", integrando il famoso bandoneonista Julian Plaza e dedicandosi in particolare alle musiche per film e registrando per la casa discografica Victor.

Donato ha lasciato più di duecento tanghi, eseguiti all'epoca anche dalle orchestre di Canaro, De Caro, Firpo, Lomuto, D'Arienzo, molti dei quali eseguiti ancora oggi dalle orchestre moderne.
Ricordiamo fra i tanti A Media Luz , Julian, El Huracan, T:B:C., Olga, Corazoncito de oro, Beba, Muchacho, Hasta luego, Se va la vida, Don Josè, Pregonera.
Il suo atteggiamento docile ed allegro, spesso scanzonato nulla aveva a che fare con un rigore formale nell'interpretare il tango nella sua accezione più tradizione; la sua musica, elegante nei suoi tracciati melodici, per il pizzicato degli archi, lui stesso si produceva in assoli al violino, per la ricchezza ritmica che distingueva le sue interpretazioni, porta il nome di Edgardo Donato fra i grandi Maestri del Tango Argentino.

A Media Luz
Musica: E.Donato - Testi: C.C.Lenzi
1924


Corrientes 3, 4, 8,
segundo piso, ascensor.
No hay porteros ni vecinos.
Adentro, cocktail y amor.
Pisito que puso Maple:
piano, estera y velador,
un telefón que contesta,
una victrola que llora
viejos tangos de mi flor
y un gato de porcelana
pa' que no maulle al amor.

Y todo a media luz,
que es un brujo el amor,
a media luz los besos,
a media luz los dos.
Y todo a media luz
crepúsculo interior.
¡Qué suave terciopelo
la media luz de amor!

Juncal 12, 24
Telefoneá sin temor.
De tarde, té con masitas;
de noche, tango y champàn.
Los domingos, tés danzantes;
los lunes, desolación,
Hay de todo en la casita:
almohadones y divanes;
come en botica, cocó;
alfombras que no hacen ruido
y mesa puesta al amor.

 

Corrientes 3, 4, 8,
secondo piano, ascensore,
Niente portinai ne vicini.
Dentro, cocktail e amore.
Appartamento arredato alla moda:
pianoforte,tappeto e abat-jour,
un telefono che squilla,
un grammofono che piange
vecchi splendidi tanghi
e un gatto di porcellana
perché non miagoli all'amore.

E tutto a mezza luce,
perché l'amore è uno stregone,
nella penombra i baci,
nella penombra noi due.
E tutto a mezza luce
nel crepuscolo interiore.
Come morbido velluto
è la penombra dell'amore!

Juncal 12, 24,
Telefona senza timore.
Al pomeriggio, tè e pasticcini;
la sera tango e champagne.
Le domeniche, tè danzante;
i lunedì, desolazione
c'è di tutto nell'appartamento:
cuscini e divani;
e cocaina, tanta come in farmacia;
tappeti per non fare rumore
e il tavolo apparecchiato per l'amore.

 

edgardo donato