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Osvaldo Fresedo, breve biografia

Note a cura di Federica Di Nolfo e Alessandra Romano

Osvaldo Fresedo e Dizzy Gillespie suonano Vida mia

intervento presentato durante Las noches de los Maestros al Teatro dell'Affratellamento

Osvaldo Fresedo, El Pibe de La Paternal.
(Buenos Aires, 5 maggio 1897 - Buenos Aires, 18 novembre 1984)
Musicista, attore, bandoneonista, regista e compositore

Osvaldo Nicolàs Fresedo nacque a Buenos Aires in seno ad una famiglia di buona condizione economica, che sembra averlo segnato artisticamente: la sua orchestra, dallo stile aristocratico e raffinato, fu la preferita dei circoli eleganti.
Sebbene il padre di Osvaldo fosse un ricco commerciante, quando il bambino aveva 10 anni, la famiglia si trasferì a La Paternal, un quartiere appartato e umile, di case basse e ambiente popolare, che influì molto sul suo destino. Lì si avviò allo studio del bandoneòn. La sua grande passione per il bandonèon fu motivo di dissapori con il padre .
La sua fu la carriera più estesa che si possa trovare nel tango: più di 1250 incisioni danno testimonianza di essa.
La sua presenza nella discografia coprì 63 anni caratterizzata dalla grande eleganza formale e dalla soavità delle interpretazioni unitamente alla ricerca di effetti sonori che a tratti conferiscono un'aria hollywoodiana a scapito del maschio pulsare arrabalero.
Nel 1913 cominciò a suonare in pubblico come parte integrante di un terzetto giovanile, con suo fratello Emilio, al violino e Martin Barreto alla chitarra. Si esibirono nel cafè «Paulin» e nel continuare a presentarsi negli altri cafè del quartiere cominciò ad essere identificato come «El Pibe de la Paternal». Si esibì poi nel cabaret Montmartre e poi nel Royal Pigall, a richiesta di Roberto Firpo. Successivamente formò un trio con il pianista Juan Carlos Cobiàn e il violinista Tito Roccatagliata. L'incontro tra Fresedo e Cobiàn (che riscuoterà grande celebrità come compositore di Los Mareados, Nostalgias e altri brani) fu decisivo per la evoluzione orchestrale del tango negli anni '20.

Nel 1918 Fresedo forma il suo primo complesso, in cui intervengono, tra gli altri, il pianista Jose Maria Rizzutti (compositore di Cenizas) ed il violinista Julio De Caro, che sei anni dopo rivoluzionerà il genere con il suo sestetto (e che compose in omaggio a Fresedo il tango omonimo). Fresedo si esibì con tale successo nel «Casinò Pigall» che la sua si trasformò nell'orchestra di moda. Nel 1920 era già in tournée negli Stati Uniti con un trio composto con il violinista Tito Roccatagliata e il pianista Enrique Delfino.Al suo ritorno Fresedo ricompose il suo sestetto, affidando questa volta il piano a Cobiàn, nessuno come loro fu capace di introdurre il tango nelle feste dei saloni aristocratici di Buenos Aires.

Nel 1927 il successo di Fresedo è tale che mantiene in esecuzione cinque orchestre allo stesso tempo, la principale delle quali nel cabaret Tabarin, sulla Calle Corrientes, la più importante della città. Questo lo obbliga a fare la spola da un locale all'altro per fare atto di presenza accanto a ciascuna orchestra. Una di queste, che accompagnava i film muti nel cine teatro Fenix, del quartiere di Flores, era diretta nientemeno che dal pianoforte di Carlos Di Sarli il quale in seguito fu molto influenzato dallo stile del suo direttore. Fresedo ebbe l'audacia di introdurre nel tango timbri nuovi, come quello dell'arpa e del vibrafono, e di utilizzare discretamente la batteria. Insieme a Cobiàn e a De Caro fu fra i principali rappresentanti di quella che poi si sarebbe definita"Guardia Nueva", che segnò il definitivo allontanarsi dal tango delle origini.
Scelse con grande attenzione i suoi cantanti tra i quali primeggiano i vocalisti Roberto Ray, Ricardo Ruiz, Oscar Serpa, Osvaldo Cordò, Armando Garrido e Hector Pacheco. Si appoggiò anche a musicisti di talento quali il pianista Emilio Barbato e i bandoneonisti Roberto Perez Prechi e Roberto Pansera. Come compositore Fresedo fu prolifico e di successo e il suo tango più celebre è il melodioso Vida mia ma furono anche molto celebrati Pimienta, Arrabalero, Tango Mio, El Once, El Espiante, i bellissimi Aromas, Volveràs, Sollozos e Siempre es Carnaval, Ronda de Ases, De Academia, ¿Por qué? E Si de mi te has olvidado.
L'incontro con il JAZZ - Dizzy Gillespie - Gillespie arrivò nella capitale argentina a fine luglio, durante il suo tour in Sud America del 1956, per suonare in una serie di concerti al Teatro Casino della calle Maipu e subito chiese di essere messo in contatto con qualche musicista di tango.
Lo stravagante Dizzy già aveva mostrato interesse per la musica latino americana lavorando con le percussioni cubane una decina di anni prima, e comunque la sua curiosità musicale non conosceva limite. Fresedo, per parte sua, aveva già assaggiato il jazz nel suo viaggio in Nord America del 1920, ed è nota la sua passione per le sperimentazioni di ogni tipo e per l'utilizzo di strumenti inconsueti nelle sue formazioni. Quando gli presentarono Gillespie non gli parve quindi vero di poter contare sull'insolito ed eccezionale contributo di una tromba di quel calibro, anche se solo per poco.
Venne dunque informalmente organizzata una registrazione dal vivo durante una delle abituali esibizioni di Fresedo al Rendez-Vous: formidabile evento al quale i fortunati avventori di quella sera si trovarono ad assistere del tutto inaspettatamente. La registrazione fu effettuata in maniera un po' casalinga, con un impianto portatile e l'amalgama musicale che ne risultò non fu perfetto, ma in virtù del talento dei due protagonisti non scade mai nel kitsch, anche se emana a tratti un'atmosfera vagamente bizzarra, a metà tra l'hollywoodiano e il messicano,ma nel complesso il risultato è innegabilmente interessante e percorso da una notevole intensità.
Il maggior pregio di queste registrazioni, però, sta da una parte nel carattere di autentico e disinteressato dialogo culturale che le attraversa, dove ognuno ascolta lo stile dell'altro senza abbandonare il proprio, e dall'altra nell'allegria che si sprigiona da esse e nella quale musicisti e pubblico, entusiasmandosi vicendevolmente, si abbandonarono a quell'improvvisato "Concerto per tromba ed orchestra di tango".

 

Vida mia

Siempre igual es el camino
que ilumina y dora el sol...
Si parece que el destino
más lo alarga
para mi dolor.
Y este verde suelo,
donde crece el cardo,
lejos toca el cielo
cerca de mi amor...
Y de cuando en cuando un nido
para que lo envidie yo.
Vida mía, lejos más te quiero.
Vida mía, piensa en mi regreso,
Sé que el oro
no tendrá tus besos
Y es por eso que te quiero más.
Vida mía,
hasta apuro el aliento
acercando el momento
de acariciar felicidad.
Sos mi vida
y quisiera llevarte
a mi lado prendida
y así ahogar mi soledad.
Ya parece que la huella
va perdiendo su color
y saliendo las estrellas
dan al cielo
todo su esplendor.
Y de poco a poco
luces que titilan
dan severo tono
mientras huye el sol.
De esas luces que yo veo
ella una la encendió.

Vita mia

Sempre uguale è il cammino
che illumina e dora il sole
Sembra che il destino
lo allunghi sempre più
per il mio dolore.
E questo verde suolo,
dove cresce il cardo,
lontano tocca il cielo
vicino al mio amore...
E di quando in quando un nido
perché io lo invidi.
Vita mia, lontano più ti voglio,
Vita mia, pensa al mio ritorno,
So che l'oro
non avarà i tuoi baci
E per questo ti voglio di più.
Vita mia,
perfino affretto il respiro
avvicinando il momento
di accarezzare la felicità.
Sei la mia vita
e vorrei tenerti
abbracciata accanto a me
e così soffocare la mia solitudine.
Già pare che l'orma
stia perdendo il suo colore
e salendo le stelle
danno al cielo
tutto lo splendore.
E poco a poco
luci che brillano
danno un severo tono
mentre fugge il sole.
Di queste luci che io vedo
lei una la accese

Osvaldo Fresedo